Ciao!!!! Ecco il mio primo post!!!
Grazie Sergio per l’opportunità!
Lavorare spesso in analitico con situazione di palla in testa e palla “lanciata” toglie al palleggiatore dei meccanismi naturali per cambiare rapidamente direzione su un tocco di ricezione (o appoggio) che non arriva “in testa”.
Esempio: Facciamo lavoro analitico sull’alzata di palla alta in maniera analitica con il palleggiatore lanciando dei palloni lontano al palleggiatore e chiediamo di arrivare sotto la palla. Il nostro palleggiatore si sposta bene in anticipo e arriva sotto il pallone.
Riportando il nostro esercizio in situazione di partita succede che sulle palle spostate il palleggiatore non arriva e noi ci incazziamo.
Spesso questo avviene perchè il lancio è molto diverso dal tocco del compagno di squadra.
Su un lancio serve mettersi a tempo, l’arco disegnato dalle braccia dell’allenatore prima del lancio mi dice dove andare, su un tocco in rice le variabili “cambio di direzione” sono molte di più e la direzione delle braccia e delle spalle non mi indicano perfettamente dove arriverà la palla (spigoli, presa sugli avambracci perfettamente oppure oppure in alto, ho sbacciato oppure ho spinto di più ecc…) .
Torniamo quindi indietro un passo e torniamo nell’analitico:
Cosa deve fare un palleggiatore per mettersi a tempo con la rice (o appoggio che sia)?
Al solito….prestiramento!!!
Sul colpo di rice o sull’appoggio (il lavoro con palla in testa e palla lanciata fa perdere la predisposizione al prestiramento che è ….naturale).
Soluzione: Lavorare sempre con un appoggio quando si lavora sulla palla alta.
Spesso però non abbiamo a disposizione un libero sul quale battere o attaccare, e inoltre: se appoggiamo facile la palla sarà sempre in testa, se attacchiamo forte a volte L non difenderà e diminuiranno le ripetizioni utili a P.
Io ho trovato interessante (e vedo che anche altri lo fanno nel riscaldamento prepartita) non lanciare la palla, ma colpire la palla tipo quando mettiamo in gioco una freeball per far arrivare una palla sempre diversa a P.
La richiesta a P è di mettersi a tempo sul pallone e arrivare assolutamente a palleggiare, se si da palla sufficientemente difficile (valutando bene tutti i limiti del palleggiatore) il palleggaitore quasi in maniera naturale ricomncerà a prestirare…altrimenti non ci arriva.
La seconda richiesta è, nel caso questo automatismo non ritorni: Fai prestiramento quando io colpisco la palla.
Il colpo sulla palla vuole riprodurre il tocco di ricezione o di difesa ricreando tutte le diverse situazioni.
Mi metto in posto diversi posti del campo con palleggiatore che fa salto a rete prima del mio colpo.
Faccio penetrare il palleggiatore da 1, da 5 o da 4 e colpisco mentre si sta muovendo (prestiramento e cambio di direzione).
Questo lavoro riprioduce maggiormente la situazione di partita e quindi quando il P si troverà in partita ad arrivare su una palla difficile ci arriverà con i tempi giusti.
Questo fa parte degli esercizi semplici ma utili…cosa ne pensate???
CIAO!!!
Yuri
Una replica a “Palleggio di palla alta ( timing sul primo tocco di ricezione e difesa)”
Bravo yuri. Bel post.