Lo schiacciatore ricevitore nella pallavolo femminile


Quattro parole sulle cose da fare e non fare nell’allenamento del ricettore attaccante nel femminile.

A livello nazionale è importante reclutare e reperire posti 4 e posti 2 ricevitori, ruolo che a livello femminile è ancora importante in quanto la ricezione è eseguita da tre giocatrici e non a due come nel maschile. Quello che succede in tutte le realtà è che le giocatrici con le migliori caratteristiche fisiche vengono convogliate troppo presto verso il ruolo di centrali, quindi è necessario non specializzare troppo presto i ruoli e non escludere le centrali dalla ricezione nelle fasi giovanili. Questo permetterà, in futuro, di avere giocatrici alte che sappiano ricevere e attaccare palla alta.

In una qualsiasi squadra tre sono le cose essenziali e di maggiore importanza di cui un allenatore deve tenere conto:

  • Rendimento in ricezione
  • Rendimento del sistema di attacco
  • Rendimento del contrattacco

Il rendimento del sistema di attacco è da intendersi riferito al primo attacco dopo ricezione che dipende dalla qualità del sistema stesso più che dalle singole individualità, differente è il discorso per quanto riguarda il contrattacco.

Il rendimento della ricezione è più gestibile, anche in situazione di allenamento, in quanto collegato ad un fondamentale che ha poche variabili, cioè la battuta avversaria, quindi l’allenamento della ricezione è più standardizzabile attraverso un alto numero di ripetizioni del gesto tecnico.

Il rendimento della difesa è dipendente maggiormente dalla reattività del soggetto e dalla capacità di anticipazione delle situazioni esterne, quindi è più di situazione. L’allenamento ad esso collegato è da eseguirsi sempre con la presenza di tutte le variabili per esaltare la lettura e l’anticipazione, e non come semplice ripetizione di gesti tecnici, ad esempio difese ripetute senza muro.

Tutti e tre i punti menzionati sono responsabilità del posto 4 ricevitore.

Criteri per l’individuazione del talento

Essenziale è l’approccio alla tecnica, quindi il primo criterio è l’approccio alla tecnica, e questo è comune per tutti i ruoli.

 

La pallavolo moderna dà la priorità alle caratteristiche dell’attacco a discapito della ricezione che, però, deve essere sempre di buon livello.

Piano di rimbalzo

Il piano di rimbalzo si forma partendo dalle spalle e non dai polsi.

Deve essere morbido in quei giocatori che hanno molta sensibilità, rigido in quelli che hanno poca sensibilità.

Il ricettore deve guardare la palla in entrata e il bersaglio in uscita.

1ª Fase di apprendimento

Colmare le lacune tecniche

(pre-specializzazione)

IIª Fase di apprendimento

 ↓

Esaltare le qualità

(Specializzazione)

A seconda delle qualità individuate nel giocatore, la preparazione deve orientarsi su obiettivi particolari, tralasciandone altri:

  1. Giocatore reattivo = Poca forza in allenamento per non far calare la qualità reattiva
  2. Giocatore forte     = Lavoro sulla forza per esaltare le sue capacità
  3. Giocatore con colpo forte = Esaltare la forza d’attacco
  4. Giocatore senza colpo forte = Molto lavoro tecnico sulla manualità

Bisogna ricordare che il giocatore reattivo non ha molte qualità di forza perché le due qualità si contrastano; il giocatore elastico, invece, può essere forte e non forte.

Quando si ha un giocatore non reattivo e non elastico, bisogna esaltare le qualità di forza.

Nella ricerca del talento bisogna ricercare i picchi di prestazione, individuatane la presenza, anche se occasionale, l’obiettivo è la stabilizzazione del picco e, in una seconda fase, il suo aumento.

Errore in ricezione

  • Tecnico
  • Tattico (zona di conflitto)

Bisogna stabilire regole precise in ricezione, ma è importante che tali regole siano condivise coi ricettori.

 

Su battuta flot, si anticipa la palla

Su battuta in salto, si aspetta la palla

 

Calcolando che l’allenamento della ricezione è centrato sulla ripetizione, quindi è monotono, per salire di concentrazione alternarlo con ripetizioni intense di difesa.

 ATTACCO

Le caratteristiche della rincorsa devono essere:

  • Ritmo
  • Accelerazione

L’attaccante che salta poco deve arrivare a braccia più alte, sopra la testa,  per avere il tempo di lavorare in manualità e colpire alto il pallone con il gomito ben aperto all’esterno. Stesso discorso vale per il centrale, sola differenza e la maggiore distensione del gomito.

Dal punto di vista metodologico, la variazione dell’altezza della rete condiziona obiettivi differenti e specifici, in ogni caso non bisogna abusare di tali esercizi, ma vanno utilizzati con attenzione e con tempi non troppo alti.

  • Rete alta = facilita l’altezza del braccio, ma rallenta il movimento
  • Piedi a terra = manualità, ma non rispetta la biomeccanica dell’attacco non essendo in volo
  • Rete bassa = facilita la velocità del braccio e la frustata di polso, ma abbassa il colpo
  • Attacco con salto distante da rete = velocizza la rincorsa e potenzia il sistema braccio-spalla                                                                                                                 buttandosi sulla palla
  • Attacco su bersaglio = assolutamente no perché, per essere precisi, si rallenta il braccio e si salta di meno
  • Attacco contro muro e difesa = assolutamente si, sia con muro-difesa stabilito che liberi, perché risponde alla variabilità della gara

Sin dall’attacco e difesa in coppia è importante che i ragazzi imparino a tirare forte e a braccio veloce per non perdere tali caratteristiche durante l’attacco a rete.


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